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NAPOLI, 8 NOVEMBRE 2019

            L’esame delle proposte di intesa sull’autonomia differenziata riguardo la scuola inducono a fare tre ordini di considerazioni.

            Il primo è di carattere, per così dire, burocratico-amministrativo, cioè l’esame di quali competenze sono attualmente decentrate e quali centralizzate e come le intese proposte cambierebbero lo stato attuale di cose. La riforma del titolo V della Costituzione ha già collocato l’istruzione tra le materie di competenza concorrente, cioè tra quelle materie la cui competenza non appartiene esclusivamente né allo stato né alla regione. La legislazione attuale precisa altresì che le competenze riguardo l’organizzazione della rete scolastica sono certamente regionali, mentre quelle che riguardano i servizi per l’inclusione e il diritto allo studio appartengono agli enti locali, comuni e provincie, oltre che alle stesse regioni. La forza di queste norme è dimostrata dal frequente ricorso  alla Corte Costituzionale da parte delle regioni, per contestare la legittimità di norme statali su aspetti riguardanti appunto l’edilizia scolastica, l’assegnazione di fondi ministeriali sul territoriali, l’organizzazione di servizi.

Scelte

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Federazione dei Verdi

            L'impegno politico è una parte indissolubile della mia vita quotidiana, lo è da quando ero ragazzino, nelle associazioni e nei movimenti giovanili dei partiti, fino alla mia candidatura al consiglio comunale nella Rete, nel 1993. A dire il vero, di tutte le formazione politiche in cui ho militato, la Rete resta quella in cui ho vissuto l'esperienza più bella ed entusiasmante di una vera comunità politica.

            Ho vissuto le trasformazioni della sinistra della fine degli anni '90 ed ho partecipato con entusiasmo alla nascita del Partito Democratico guidato da Walter Veltroni, nel quale molti di noi hanno creduto si realizzasse la sintesi di una storia di sinistra moderna, che superava gli schemi del novecento per guardare in faccia i problemi e le prospettive della società liquida, digitale, globalizzata e tanto, tanto, diseguale, nella quale viviamo. Ma l'entusiasmo di quegli anni si è spento progressivamente dinanzi alla pratica di un partito che solo sporadicamente ha saputo mantenere le promesse iniziali, mentre più spesso ha preferito fare scelte al ribasso, guidate da motivazioni di pura tattica politica, di opportunità o presunto realismo. E quella che era comunque una grande comunità politica è diventata invece un'aggregazione di piccoli gruppi organizzati attorno a leader locali o nazionali, in cui la fedeltà ai capi è diventata l'unico criterio di scelta dei gruppi dirigenti, la militanza e il confronto non esistono più.

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            Ho letto su alcuni organi di informazione che a Paternò dovrebbe essere aperto un centro di accoglienza per circa 50 migranti, in un immobile privato, nel quartiere Trappetazzo, e che il sindaco ha già preannunciato le “barricate” contro questo centro.

            Mi pare anche che non è mancato chi, per non perdere le buone vecchie abitudini, ha pure tirato in ballo l'ex sindaco Mangano dichiarando che sarei stato io a dare il mio assenso alla prefettura per l'accoglienza dei migranti.

Pozzo Currone

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Riqualificata la zona mercatale di Pozzo Currone

Un finanziamento europeo, di qualche anno fa, ha consentito la riqualificazione e valorizzazione di un’area peculiare per la città di Paternò. E’ stato un sussidio acciuffato sul filo di lana, sarebbe bastata una sottile distrazione per una Giunta da poco insediatisi per sfumare, ma ciò non è avvenuto e adesso il nuovo restyling è osservabile da tutti. La zona in questione è quella rurale di Currone, dove da tempo immemore molti vanno a prendere l’acqua potabile, che pare abbia un sapore e proprietà del tutto particolari, ma non è l’unico aspetto interessante.

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L’Amministrazione comunale paternese esprime soddisfazione per la sentenza dell’operazione “The end”

La legalità, il favorire esperienze didattiche che coinvolgano le nuove generazioni, è stato sempre uno degli obiettivi prioritari dell’Amministrazione paternese e lo scorso maggio, quando a Paternò è arrivato il fratello del giudice ucciso dalla mafia, Salvatore Borsellino, e le scolaresche paternesi con le autorità civili e militari hanno attraversato la città in una marcia per la legalità, si è raggiunto il culmine delle iniziative incardinate sul concetto di giustizia. In quella circostanza la Collina storica (come documenta la foto) è stata teatro di uno dei momenti più intensi della proclamazione del diritto alla legittimità.

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Al Piccolo teatro, la presentazione del “Festival dei Cantastorie”

Sabato 25 marzo, alle 19, verrà presentata la I edizione del “Festival dei Cantastorie”. L’evento avrà luogo al Piccolo teatro in via Monastero, a Paternò. Per l’occasione si esibiranno celebri cantastorie siciliani e calabresi. La manifestazione rappresenta un’anteprima delle serate del “Festival” che si svolgerà fra la seconda e la terza settimana del mese di settembre, nei giorni 8-9-10 e 11.

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Per motivi tecnici, la newsletter di questa settimana non è arrivata a molti indirizzi. La pubblichiamo quindi sul sito.

            Di S. Barbara si è detto molto, non credo sia necessario tornarci. I giorni della festa saranno ancora ricchi di polemiche, probabilmente, ma ho l'impressione che la gran parte dei cittadini abbia condiviso il fatto che spendere 170.000 euro per la festa in periodi come questi sia davvero sbagliato, oltre che impossibile, in realtà. Quest'anno la festa di S. Barbara non sarà finanziata dal Comune. Abbiamo costituito una Associazione per raccogliere fondi per la festa. Stiamo chiedendo a tutti i cittadini, ma soprattutto alle forze politiche ed imprenditoriali, di dare il loro contributo. I dati per un bonifico per la realizzazione della Festa, per chi volesse, sono:

  • IBAN IT72D0306984110120000001673
  • Destinatario: Associazione "Per S. Barbara" - Salvatore Galatà
  • Causale: Donazione Festa S. Barbara.
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         Ho cercato di capire su cosa voteremo il 4 dicembre. Ho ascoltato e letto diverse opinioni, soprattutto ho letto la legge di riforma che siamo chiamati ad approvare o respingere. L'ho fatto perchè non ho mai pensato che chi è del mio partito fa sempre bene ed i miei avversari sempre male, perchè voglio sempre capire e fare la fatica di avere una mia opinione.

         Che è questa.

Mauro Mangano Sindaco

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