Piazze, tribune, teatri del Mediterraneo: dalla qualità dello spazio pubblico alla qualità della politica.

Questa breve riflessione parte dalla città. La città come invenzione specifica della cultura mediterranea. Sono i paesi che si affacciano sul mediterraneo che hanno infatti creato la città non come semplice aggregazione di famiglie o tribù, e nemmeno come frammento, cellula, del regno o dell'impero. Da noi la città viene prima dello stato, ed ha caratteristiche precise: è l'unità superiore che raccoglie tutti i cittadini. Unità, singolare, perciò ogni città ha i suoi monumenti, a prescindere dalla grandezza della città stessa. “Ogn'om che al mondo vene/ nasce primeramente ai suoi e al suo Comune”, diceva Brunetto Latini, maestro di Dante, sottolineando quindi che l'appartenenza al Comune era forte quanto quella alla famiglia.

Il simbolo più chiaro della inclusività totale della città sono gli spazi pubblici nei quali si svolgevano le attività comunitarie identificative: lo spazio dell'assemblea politica, del teatro, del mercato, dell'assemblea giudiziaria. Una rapidissima carrellata dell'urbanistica greca ci mostrerebbe l'inscindibile fusione, diciamo la costante complementarietà, dello spazio scenico e di quello dell'assemblea. E l'opinione oggi più diffusa è che Ippodamo, il più famoso urbanista dell'antichità, piuttosto che un architetto fosse un pensatore politico, colui che per primo avviò una riflessione sul rapporto tra spazio pubblico e privato, e sull'importanza della forma di entrambe nella definizione del nostro modello di vita.

28 Set 2015

In effetti ciò che sta succedendo su alcuni aspetti della riforma della scuola qualche dubbio sull'efficacia del nostro sistema d'istruzione potrebbe farlo venire. Infatti ho sentito discutere moltissimo di una fantomatica questione “gender” legata alla riforma scolastica. Da cui allarmi vari e perfino l'esigenza di abrogare la legge.

            Sulla riforma si possono avere ovviamente le più svariate opinioni, ed anche io ritengo abbia diversi punti deboli, ma di certo non è l'allarme sulle ideologie di genere che può motivarne l'abolizione. Credo d'altra parte che siano pochissimi (ma proprio pochissimi ) quelli che si sono voluti documentare sull'argomento leggendo magari direttamente i riferimenti contenuti nella legge su questo argomento, per valutare poi se quanto viene detto in giro sui social sia fondato.

09 Ago 2015

Mauro Mangano Sindaco

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