Pannelli solari

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Innovazione, risparmio energetico, tutela dell'ambiente. In campagna elettorale abbiamo parlato molto di questi argomenti, ogni volta notando come sembrassero argomenti da extraterrestri per la realtà di Paternò come era nel 2012. Da tre anni lavoriamo, con il nostro sistema, cioè con pazienza, senza clamori, ma sistematicamente, a questo tema, ed oggi abbiamo raggiunto degli obiettivi che mi sembra giusto far notare.

Emergenza casa

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La crisi economica ha aperto nelle nostre città infinite ferite. La mancanza di lavoro provoca l'impoverimento di centinaia di famiglie, in alcuni casi la disperazione, e uno dei problemi più gravi, all'interno del grande tema della povertà e della crisi, è quello che si può definire “emergenza abitativa”. La difficoltà per moltissime famiglie di riuscire a pagare gli affitti, per le giovani famiglie di trovare una casa, non avendo alcuna certezza economica, ma anche il problema per i proprietari di case, di vedere un bene, un tempo di valore, trasformato in un enorme problema, perchè è solo una fonte di tassazione.

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Il sindaco: «I professionisti scelti possiedono le competenze che servono all'azienda in questo momento».

E' stato nominato il nuovo C.d.A. dell’AMA, l’azienda municipalizzata che gestisce il servizio idrico a Paternò. Riconfermato, in qualità di presidente, il dottor Giuseppe Rapisarda, mentre i nuovi componenti, designati dal primo cittadino Mauro Mangano, sono il geologo Giovanni Cavallaro - il quale ha già fatto parte del C.d.A. dell’azienda, su nomina dell’ex sindaco di Paternò Graziella Ligresti – e la commercialista Francesca Spitaleri. Il nuovo C.d.A. dell’AMA viene così ad essere formato da tre componenti esterni al Comune, come previsto dalla nuova normativa, dopo una breve parentesi in cui la legge aveva stabilito che fossero nominati dipendenti interni all'ente controllante, ma senza indennità aggiuntiva.

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Qualche giorno fa abbiamo detto, in una lettera sottoscritta da tutta l'amministrazione:

“chiediamo con forza che Paternò, tutta, reagisca, dicendo da che parte sta. Non basta che ci diciamo tra di noi che siamo indignati o arrabbiati. Occorre dirlo a testa alta, dimostrando concretamente che la maggioranza di questa città è per l'onestà. Occorre scendere in piazza tutti insieme, ritrovando la nostra identità di città unita e coesa, al di là di ogni appartenenza,  contro la delinquenza, il malaffare, la mafia, convinti che, al di là di ogni assedio e di qualsivoglia forma di controllo e di repressione, solo una città unita sotto la bandiera della legalità può vincere questa battaglia.”

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FATTI, NON PAROLE. L'ARTIGIANATO PATERNESE CONQUISTA  FIRENZE.

Si parla tanto di promozione del territorio e sostegno all'impresa. Parole belle che, spesso, trovano poco riscontro nella realtà. Eppure, azioni semplici e concrete possono davvero fare la differenza. Basta crederci, basta riuscire a convincersi che un'immagine bella e positiva della nostra città possa far breccia nel cuore di chi ci guarda da fuori.

Abbiamo avuto la prova di questo in occasione della Mostra Internazionale dell'Artigianato di Firenze, dove, come Ente locale, siamo riusciti ad avere uno spazio tutto nostro, dove alcuni artigiani che operano a Paternò hanno potuto far conoscere i loro manufatti, frutto di un know-how che, forte dei materiali che solo la nostra terra può darci (la pietra lavica, per fare un esempio), ha riscosso un grande successo fra gli ospiti della fiera.

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Per la prima volta dopo tanti anni mi trovo nella condizione di non essere un lavoratore attivo del mondo della scuola, mentre per l'ennesima volta un governo propone una legge che investe la scuola suscitando un vastissimo dissenso.

            Per essere chiaro, se fossi in servizio, sciopererei, anche stavolta.

            Ma mi piace dire perchè, Ogni volta, infatti, che c'è stata una protesta della scuola, ho pensato che a nulla vale se nel frattempo noi operatori in primo luogo non usiamo l'occasione per fare una riflessione, e soprattutto per fare in  modo che la società intera si interroghi sulla scuola. Altrimenti il risultato è che i genitori dei nostri alunni continueranno a pensare che scioperiamo per proteggere noi stessi, ma perfino nelle scuole ci ridurremo a fare un po' di polemiche a forza di pregiudizi e posizioni politiche.

            Perchè sciopererei?

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Il tema è stato svolto mille volte. Valorizzare la collina storica, rendere la parte più bella della nostra città davvero una risorsa, un luogo vivo e vivibile. E giù fiumi di inchiostro e di parole al vento. Un progetto vero si nutre invece di obiettivi chiari e raggiungibili, di prospettive a lungo ma anche a brevissimo termine. Così lavoriamo da alcuni anni sul nostro tema. Obiettivo finale, la collina storica di Paternò come luogo di cultura per tutto l'anno, con i monumenti visitabili sempre, ma soprattutto degni di essere visitati, per il valore di ciò che ospitano e non solo per la nuda bellezza dei contenitori.

            Cosa abbiamo fatto?

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PER L'ACQUA BENE COMUNE, INVESTIAMO IN CIVILTA', INFRASTRUTTURE, BUONE ABITUDINI!

Nel 2011 siamo stati chiamati alle urne per un referendum molto importante per il nostro futuro. Uno dei quesiti chiedeva se volevamo che l’acqua fosse considerato un bene pubblico. I “sì” giunsero a valanga. Oggi, a distanza di quasi 5 anni, ripartiamo da quel referendum per dire, ancora una volta, che l’acqua è un bene DI TUTTI e che, come tale, deve essere trattato con il massimo riguardo. Questo vuol dire, innanzitutto, niente sprechi. Ce lo chiede anche l’Unione Europea: basta con le tariffe basate sul “minimo impegnato”, ovvero una soglia massima di consumo, peraltro alquanto elevata, entro la quale la tariffa per il servizio idrico resta uguale per tutti, non importa se il cittadino è un parsimonioso utilizzatore dell’“oro blu” oppure uno sprecone.

Per Paternò, poi, in un territorio abbastanza ricco di acqua, il concetto di bene pubblico significa liberarsi dalla spesa che si fa per attingere acqua dai pozzi privati.

Mauro Mangano Sindaco

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