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Liberi Consorzi o Città Metropolitane? Sviluppo possibile.

            Sono passati sei mesi da quando l'assemblea regionale ha votato la legge con cui si riformavano le vecchie provincie. La legge prevede che i comuni siano riuniti, in Sicilia, in due tipi di organizzazioni: i liberi consorzi o le città metropolitane. Precisamente la legge dichiara Palermo, Catania e Messina città metropolitane, e i loro confini coinciderebbero con quelli che nel 1995 furono individuati da un decreto del presidente della regione siciliana.

            La legge assegna ai comuni la possibilità di scegliere se staccarsi dal libero consorzio di appartenenza (che in partenza coincide con la vecchia provincia) o di staccarsi dalla città metropolitana. In pratica Paternò secondo la legge apparterrebbe alla città metropolitana di Catania, potrebbe separarsene per confluire in un libero consorzio che racchiuderebbe tutti gli altri comuni dell'ex provincia di Catania. In pratica mentre all'inizio sembrò che questa legge avrebbe permesso di riorganizzare i territori creando unioni territoriali più omogenee, legate da forti affinità economiche, sociali, ambientali, alla fine abbiamo capito che non era affatto così, e la legge conteneva così tante clausole e restrizioni che era impossibile creare dei liberi consorzi nuovi.

            Dopo avere esaminato la legge, molti sindaci abbiamo proposto alla Regione di modificare la legge attuale, per adeguarla alla Legge Delrio, che intanto nel resto d'Italia ha trattato lo stesso argomento ma in un modo diverso. Non mi dilungo a descrivere le caratteristiche tecniche che rendono la legge Delrio certamente migliore della nostra legge regionale, ma voglio soffermarmi su un aspetto del dibattito di questi mesi che riguarda nello specifico la Città di Paternò.

            In un primo momento ho pensato che l'istituzione di un consorzio di comuni legati dal Simeto e dall'Etna sarebbe stata una vera svolta storica positiva, e di fatti ne sono ancora convinto, però non è con questa legge che si potrà raggiungere questo obiettivo. Allora giova riflettere cosa significa essere all'interno della città metropolitana.

Il legame tra Paternò e Catania è fortissimo, la velocità dei collegamenti ci permette di raggiungere qualunque zona della città in mezz'ora al massimo, ed è lo stesso elemento che ci nuoce quando servizi importanti non vengono più collocati a Paternò, essendo presenti a Catania. Si tratta allora di rileggersi in un modo un po' più moderno, cioè senza far diventare Catania il magnete che ci sottrae ogni ricchezza ma nemmeno pretendo di darci un'immagine di città rurale, interna e provinciale che non ci appartiene più.

            Allora dobbiamo dirci che siamo certamente, di fatto, dentro l'area metropolitana di Catania, ma nella posizione di cerniera con le zone interne, abbiamo un potenziale straordinario di sviluppo in alcune direzioni:

            merci e prodotti della filiera agricola e dell'artigianato, passano da Paternò per raggiungere Catania, il porto, la stazione, l'aeroporto;

            la stessa cosa fanno le persone, siano esse turisti o imprenditori, siano in Sicilia per svago o lavoro, possono vedere nella nostra città un punto di riferimento che data la facilità di collegamento con Catania, con l'autostrada e con le vie di collegamento per il versante dell'Etna che tocca Bronte e Randazzo può benissimo diventare un luogo importante per ospitare servizi di ricettività;

            commercio e terziario collocati a Paternò possono tranquillamente servire un potenziale bacino di centinaia di migliaia di persone, grazie alla posizione centrale della nostra città sia rispetto alla popolazione dell'area metropolitana che alla popolazione delle zone più interne.

            Per potenziare alcune delle linee di sviluppo di cui ho parlato, dobbiamo insistere con forza sulla realizzazione della metropolitana leggera che colleghi Paternò alla tratta già esistente a Catania, sostenere i progetti di strutture ricettive che possono sorgere nel nostro territorio, ma anche di aree commerciali che siano pensate per attrarre clienti da fuori città e non per sottrarre al commercio esistente i pochi clienti ancora capaci o intenzionati a spendere qualcosa, puntare sull'allocazione nella nostra città di servizi attrattivi, cioè che attirino utenza esterna, e non doppioni della città.

            Non è difficile, seguire la strada cui accenno in queste righe, perchè già adesso parte di questo processo è in corso, lo dimostra la creazione in città di locali che attirano un pubblico che viene anche da fuori Paternò, o la presenza di sportivi che vengono da altre città per utilizzare i nostri impianti. Perciò stiamo lavorando adesso sul sostegno ai giovani che vogliono creare imprese e stiamo incoraggiando imprenditori che stanno investendo sul turismo nella nostra città. È possibile, anzi è realtà, e come sempre c'è chi sta lavorando perchè la realtà si avveri, e bene, e chi sta aspettando.

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Mauro Mangano Sindaco

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