Un libro, ogni tanto

Vota questo articolo
(0 Voti)
Un libro, ogni tanto

Arriva il 15 agosto anche per poter leggere un libro, tutto in una volta, come si faceva un tempo. E intanto riscoprire la forza benefica di un romanzo. Quella sensazione che di pagina in pagina la tua mente ed il tuo cuore si riattivano, aumenta la loro rapidità, l'intensità dei pensieri e delle emozioni, perchè pagina dopo pagina altre vite diventano la tua, ti confronti con l'infinita possibilità dell'uomo e dei suoi giorni (la letteratura, lo diceva Pessoa, è la dimostrazione che la vita non basta).

Se poi è un romanzo di Javier Marias mentre si succedono gli inevitabili colpi di scena e tutto, naturalmente, si trasforma sempre in qualcosa di diverso da ciò che avrebbe dovuto e potuto essere, vieni condotto in una continua e fitta sequenza di riflessioni, e la trama in fondo accattivante è la pista per svariate, fondamentali, digressioni, sulla libertà, la verità, il destino, la letteratura, il tempo che passa, e naturalmente sull'amore.


Ma più precisamente sull'innamoramento, la parola che segnala e ferma l'atto dell'innamorarsi, come si sa diverso dall'azione di amare. Parola che, dice Marias, non esiste in molte lingue, c'è in spagnolo ed italiano, ma non in molte altre. "... la forza delle abitudini è immensa e finisce per supplire a quasi tutto, e al limite per sostituirlo. Può sostituire l’amore, ad esempio; ma non l’innamoramento, conviene fare distinzione tra i due, anche se si confondono non sono la stessa cosa… Quel che è molto raro è provare una debolezza, una vera debolezza per qualcuno, o che costui la produca in noi, che ci renda deboli. Questa è la cosa determinante, che ci impedisca di essere oggettivi e ci disarmi in eterno e ci faccia arrendere in tutte le contese… In generale la gente non prova questo con un adulto, né in realtà lo cerca. Non aspetta, è impaziente, è prosaica, forse neppure lo vuole perché nemmeno lo concepisce, cosicché si unisce o si sposa con il primo che gli si avvicina, non è così strano, è stata la norma per tutta la vita, vi sono quelli che pensano che l’innamoramento sia un’invenzione moderna venuta fuori dai romanzi. In tutti i casi, ormai l’abbiamo, l’invenzione, la parola e la capacità per il sentimento.” Ecco, se abbiamo la parola che lo indica, allora possiamo provarlo, questo innamoramento.

 Tutto il romanzo è segnato dalla riflessione sul senso della letteratura. La voce narrante è una donna che lavora in una casa editrice e parlando del suo lavoro segnala la vanità dei letterati, l'autoreferenzialità di un mondo concentrato troppo su se stesso, incapace di parlare di vita e alla vita. Un romanzo, Marias lo dice ben tre volte non è importante per la storia che racconta, ma per quello che la storia suscita, per le impressioni che ti lascia, le riflessioni che suscita.una dichiarazione di poetica. E un mettere le mani avanti, in un romanzo che parte con un omicidio, si sviluppa come un'indagine involontaria, un corteggiamento, una storia d'amore a lieto fine, ma che noi lettori non vorremmo fosse a lieto fine, un tradimento, delle menzogne, una donna che ama un uomo che ne ama un'altra che non la ama affatto...

E se nel romanzo non contano i fatti è perchè anche nella vita la verità è l'elemento di cui fidarsi di meno. Con tutti i progressi che l'uomo ha compiuto, sottolinea la voce narrante, ancora non è capace di distinguere la verità dalla menzogna, ed infine forse dire la menzogna (o la verità) è l'unica libertà che ci rimarrà.

La morte, il tempo. La felicità. Che tutti gli uomini ci ostiniamo a ritenere legata alla durata, della vita, di un amore. E invece tutto può finire anche adesso, e occorre accettarlo, non esclamare mai, come Macbeth alla notizia della morte della regina, sua moglie “She should have died hereafter”. Non c'è un dopo di ora, un da adesso in poi, il tempo è uno solo.

Perché qualcosa dovrebbe non accadere oggi? Che senso ha aspettare un altro momento, per la morte come per l'amore? C'è un dopo che può rendere accettabile qualcosa? Ma con Macbeth entra nel romanzo anche Shakespeare, presenza costante di tutte le opere di Marias, fin dai titoli dei primi romanzi.
Innamoramenti racconta i tanti modi in cui l'amore insorge, si manifesta in forma di energia, è azione efficace, motore, come ciò possa avvenire per una meccanica del corpo, o per una lunga e paziente azione di infiltrazione nel quotidiano di un'altra persona.
Il romanzo dovrebbe aprire gli occhi sulla retorica dell'innamoramento fatale e decisivo. Ci dice di accettare la semplice verità: non siamo l'uomo o la donna del destino per chi amiamo e ci ama, bensì, forse, “Tutti siamo imitazioni di persone che quasi mai abbiamo conosciuto, persone che non si avvicinarono o che tirarono dritto nella vita di quanti adesso amiamo, oppure che si fermarono ma si stancarono nel giro di poco tempo e sparirono senza lasciare tracce o soltanto la polvere dei passi che fuggono, o che sono morti per quelli che amammo, procurando una ferita mortale che quasi sempre finisce per richiudersi. Non possiamo pretendere di essere i primi o i preferiti, siamo soltanto quel che c’è a disposizione, i resti, il superfluo, i sopravvissuti, quel che rimane, i saldi, ed è con questo nobile poco che si costruiscono i più grandi amori e si fondano le migliori famiglie, da questo proveniamo tutti, prodotto della casualità e del conformismo, degli scarti e delle timidezze e degli insuccessi altrui, e pure così daremmo qualsiasi cosa a volte per rimanere legati a chi recuperammo un giorno da una soffitta o da una vendita all’asta, oppure ci toccò in sorte giocando a carte o che ci raccolse tra gli scarti; inverosimilmente riusciamo a convincerci dei nostri azzardati innamoramenti, e sono molti quelli che credono di vedere la mano del destino in ciò che non è altro che una riffa di paese mentre ormai agonizza l’estate… ”
Ma tutto questo è troppo anche per un buon romanzo, e in realtà senti che Marias non ha saputo trattenersi, fare un po' di selezione, trascinato dall'incontenibile voglia di parlare di tutto, così la pagina tante volte ti sfugge, e gli sfugge, e nella laboriosità dei concetti e dei periodi si perde la forza di un'intuizione.

“Quando qualcuno è innamorato, e l'innamoramento possiede l'attrattiva della rivelazione, in generale siamo capaci di interessarci a qualsiasi argomento che interessi o di cui ci parli colui che amiamo. Non soltanto di fingerlo per fargli piacere o per conquistarlo o per consolidare la nostra fragile posizione, certo, ma di prestare reale attenzione e lasciarci contagiare davvero da qualunque cosa lui provi e trasmetta...” e continuando per una pagina, alla fine l'intuizione e l'energia si attenuano e affievoliscono, e la bellezza di un atto spontaneo d'amore, anzi di una grande e vera prova dell'amore come lo scambio ed il contagio delle passioni intellettuali, culturali, musicali, diventa quasi un rito di passaggio, una fiammata che inesorabilmente si spegnerà.

In fondo questo romanzo impiega centinaia di pagine per dire qualcosa tipo “amor che null'amato amar perdona”.

Devi effettuare il login per inviare commenti

Mauro Mangano Sindaco

Newsletter

Devi prima registrarti per poterti iscrivere ad una newsletter.
No account yet? Register
Terms and Condition

Compila il form d'iscrizione alla newsletter. Tutti i campi contrassegnati con un asterisco (*) sono obbligatori. Inserisci un indirizzo e-mail valido. Riceverai un messaggio di conferma iscrizione alla newsletter.


Su questo sito usiamo i cookies. Navigandolo accetti.