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Per motivi tecnici, la newsletter di questa settimana non è arrivata a molti indirizzi. La pubblichiamo quindi sul sito.

            Di S. Barbara si è detto molto, non credo sia necessario tornarci. I giorni della festa saranno ancora ricchi di polemiche, probabilmente, ma ho l'impressione che la gran parte dei cittadini abbia condiviso il fatto che spendere 170.000 euro per la festa in periodi come questi sia davvero sbagliato, oltre che impossibile, in realtà. Quest'anno la festa di S. Barbara non sarà finanziata dal Comune. Abbiamo costituito una Associazione per raccogliere fondi per la festa. Stiamo chiedendo a tutti i cittadini, ma soprattutto alle forze politiche ed imprenditoriali, di dare il loro contributo. I dati per un bonifico per la realizzazione della Festa, per chi volesse, sono:

  • IBAN IT72D0306984110120000001673
  • Destinatario: Associazione "Per S. Barbara" - Salvatore Galatà
  • Causale: Donazione Festa S. Barbara.
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         Ho cercato di capire su cosa voteremo il 4 dicembre. Ho ascoltato e letto diverse opinioni, soprattutto ho letto la legge di riforma che siamo chiamati ad approvare o respingere. L'ho fatto perchè non ho mai pensato che chi è del mio partito fa sempre bene ed i miei avversari sempre male, perchè voglio sempre capire e fare la fatica di avere una mia opinione.

         Che è questa.

GAL

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            Cosa è un Gal? Gruppo di Azione Locale. Gli strumenti individuati dall'UE per assegnare sul territorio i fondi per lo sviluppo dell'economia agricola. In pratica si dovrebbero costituire dei gruppi composti da enti locali, associazioni, imprenditori, che svilupperanno dei progetti specifici per il territorio.

            La Sicilia, quindi, assegna i fondi ai vari Gal che vengono autorizzati nella regione, e poi i Gal li spenderanno sulla base del progetto elaborato. Nel periodo 2007-2014 Paternò non ha fatto parte di alcun Gal. Quindi non ha potuto ricevere quella parte di fondi europei. Perchè? I Gal si formavano con aggregazioni di comuni che non superassero i 100.000 abitanti, e Paternò non è riuscita ad entrare nel gruppo dei comuni vicini a noi, che si sono organizzati tra di loro raggiungendo già il numero di abitanti massimo. La regione ha dato poi delle opportunità aggiuntive, perchè l'intenzione era di non privare nessun territorio dei fondi europei, ma Paternò ha pensato bene di proporre un gruppo di azione locale con i comuni delle Aci (per saperne di più, un'interessante pubblicazione) che è stato bocciato.

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Il mio intervento all'incontro con Rosy bindi di giorno 5 maggio.

Buonasera a tutti.

Sono felice di accogliere tutti quanti hanno condiviso il bisogno e il desiderio di affrontare un tema così importante come il legame tra la legalità e lo sviluppo delle nostre comunità, e di farlo provando ad avere uno sguardo ampio, tracciando una prospettiva che ci mostri la condizione attuale e quale possa essere il ruolo di ciascuno, nell'idea che il primo strumento della lotta alla mafia è la coesione sociale, l'attuazione piena, o lo sforzo perchè vi sia l'attuazione piena, del dettato costituzionale, dal diritto all'uguaglianza, allo studio, alle libertà civili, al lavoro. Quindi benvenuti a tutti.

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Le Salinelle si sono risvegliate, e al di là dei disagi che hanno causato ad alcuni residenti dell'area, disagi ai quali abbiamo immediatamente cercato di porre rimedio, i fenomeni verificatisi rappresentano senza dubbio un fatto positivo. Finalmente, l'attenzione su Paternò, da parte dei media locali e nazionali, viene destata da manifestazioni della natura uniche nel loro genere, che hanno immediatamente scatenato la curiosità di studiosi e appassionati. Negli ultimi giorni, complice il tam tam su giornali, tv e siti internet, decine di persone si sono recate alle Salinelle per ammirare i vulcanetti di fango,  non solo turisti ed escursionisti provenienti da fuori ma anche cittadini paternesi che ne hanno "riscoperto" l'esistenza.

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Messa del 5 dicembre 2015

                   Cara Santa Barbara,

         una preghiera semplice, oggi, per una città provata, offesa, anche arrabbiata, ma poi forte, decisa, umilmente consapevole delle sue mancanze, e della tua grazia. In questa città, Barbara, la mafia ancora usa la violenza e l'illegalità per accrescere la differenza tra gli uomini, e calpestare il diritto alla giustizia ed alla libertà.

Bilancio 2015

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Rieccoci a parlare di bilanci. E si dovrebbe parlare di come una legge nazionale abbia riformato integralmente il sistema della finanza comunale, di come la regione abbia trasferito quest'anno più del 10% in meno rispetto all'anno scorso, ai comuni. Di come, nonostante tutto, il nostro comune resti capace di non andare in dissesto, e quindi di potere fare i mutui per realizzare, finalmente, le strade (alcune) indispensabili e impraticabili, e quindi di non dovere mettere in mobilità il personale che lavora al comune, e di non aumentare al massimo le imposte comunali, che, nonostante nessuno forse lo sappia dire, non sono tutte al massimo, anzi mantengono fasce di esenzione per le categorie che ne possono avere bisogno.

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Piazze, tribune, teatri del Mediterraneo: dalla qualità dello spazio pubblico alla qualità della politica.

Questa breve riflessione parte dalla città. La città come invenzione specifica della cultura mediterranea. Sono i paesi che si affacciano sul mediterraneo che hanno infatti creato la città non come semplice aggregazione di famiglie o tribù, e nemmeno come frammento, cellula, del regno o dell'impero. Da noi la città viene prima dello stato, ed ha caratteristiche precise: è l'unità superiore che raccoglie tutti i cittadini. Unità, singolare, perciò ogni città ha i suoi monumenti, a prescindere dalla grandezza della città stessa. “Ogn'om che al mondo vene/ nasce primeramente ai suoi e al suo Comune”, diceva Brunetto Latini, maestro di Dante, sottolineando quindi che l'appartenenza al Comune era forte quanto quella alla famiglia.

Il simbolo più chiaro della inclusività totale della città sono gli spazi pubblici nei quali si svolgevano le attività comunitarie identificative: lo spazio dell'assemblea politica, del teatro, del mercato, dell'assemblea giudiziaria. Una rapidissima carrellata dell'urbanistica greca ci mostrerebbe l'inscindibile fusione, diciamo la costante complementarietà, dello spazio scenico e di quello dell'assemblea. E l'opinione oggi più diffusa è che Ippodamo, il più famoso urbanista dell'antichità, piuttosto che un architetto fosse un pensatore politico, colui che per primo avviò una riflessione sul rapporto tra spazio pubblico e privato, e sull'importanza della forma di entrambe nella definizione del nostro modello di vita.

Mauro Mangano Sindaco

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